Kitchen – Banana Yoshimoto (recensione)

  • Titolo: KitchenImmagine
  • Autore: Banana Yoshimoto
  • Edizione: Feltrinelli
  • Pagine: 133
  • Valutazione: 4-star-rating

 

Anche chi ama prima o poi dovrà morire, però intanto è vivo

E’ stato pubblicato per la prima volta nel 1988, ed è stato tradotto in tutto il mondo nel 1991. Kitchen si divide in due racconti: Kitchen e Moonlight Shadow, grazie al quale la scrittrice ha vinto il premio di facoltà dell’ Università del Giappone (Nihon Daigaku).

Kitchen:

Mikage, dopo la morte della nonna, l’unico famigliare che le è rimasto, inizia a vivere in cucina. Dopo aver incontrato un suo vecchio compagno di scuola, Yuichi, decide, dopo la richiesta di quest’ ultimo, di andare a vivere a casa sua e sua madre Eriko.

Moonlight shadow:

In questo racconto si parla di Satsuki, che ha perso il suo fidanzato Hitoshi in un tragico incidente stradale, dopo diversi anni di fidanzamento. Un giorno, mentre fa jogging, incontra, sulle rive del fiume della sua città, Urara, che le racconta che, grazie al fenomeno Tanabata, si possono rivedere le persone care perdute, una volta ogni cento anni.

In questo romanzo l’autrice tratta diversi temi, come la perdita di una persona cara, la solitudine e la transessualità.

E’ il primo libro che ho letto della Yoshimoto e devo dire che mi è piaciuto molto e sicuramente leggerò altre sue opere. La scrittura e lo stile della Yoshimoto mi hanno molto colpito, il libro è molto scorrevole e si legge in breve tempo.

 

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I fratelli Karamazov -Fëdor Dostoevskij

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  • Titolo: I Fratelli Karamazov
  • Autore: Fedor M. Dostoevskij
  • Edizione: Einaudi
  • Pagine: 1033
  • Valutazione: 5_star_rating_system_5_stars

 

“Sai Alëša- disse Ivan con voce ferma – se avrò veramente la forza di guardare alle gemmette vischiose, potrò amarle soltanto ricordandomi di te. Mi sarà sufficiente che ecco , in un angolo del mondo, ci sia tu, e il vivere non riuscirà a venirmi a nausea.”

Pubblicato a puntate a partire dal 1879 su “il messaggero russo”, i fratelli Karamazov è l’ultimo e il più importante libro scritto da Fëdor Dostoevskij.

Dmitrij, primogenito di Fëdor e della sua prima moglie, Adelajda Ivanovna, irruento e passionale, torna nella sua città natale, dopo essere cresciuto a Mosca presso parenti in seguito all’abbandono da parte dei genitori, per riscuotere il debito che suo padre ha nei suoi confronti.

Dalla seconda moglie, Sof’ja Ivanovna (soprannominata “l’urlona, a causa delle crisi isteriche di cui era preda”), Fëdor ha due figli, che, dopo la morte della loro madre sono cresciuti presso  Efim Petrovič, il quale si occupa di loro fino alla maggiore età: Ivàn, intellettuale e ateo, e Aleksej, detto Alëša, novizio di un monastero, buono e caritatevole.

C’è poi un quarto figlio, illegittimo, Smerdjakov, nato dall’unione di Fëdor con Lizaveta Smerdjaskaja, che vive nella casa del padre, dove lavora come cuoco e servitore.

Dopo un violento litigio con il padre, a causa di Grusen’ka, donna che entrambi si contendono, Dmitrij, in preda alla rabbia, lo aggredisce e gli dichiara di volerlo uccidere. Quando verrà commesso l’omicidio ai danni di Fedor viene accusato Dmitrij, e i suoi fratelli cercheranno di provare la sua innocenza.

Nel romanzo vengono trattati temi quali la fede, l’ateismo , il libero arbitrio, la sofferenza (e la morte) dei bambini, il tradimento, la gelosia, la libertà, in maniera molto profonda.