Kitchen – Banana Yoshimoto (recensione)

  • Titolo: KitchenImmagine
  • Autore: Banana Yoshimoto
  • Edizione: Feltrinelli
  • Pagine: 133
  • Valutazione: 4-star-rating

 

Anche chi ama prima o poi dovrà morire, però intanto è vivo

E’ stato pubblicato per la prima volta nel 1988, ed è stato tradotto in tutto il mondo nel 1991. Kitchen si divide in due racconti: Kitchen e Moonlight Shadow, grazie al quale la scrittrice ha vinto il premio di facoltà dell’ Università del Giappone (Nihon Daigaku).

Kitchen:

Mikage, dopo la morte della nonna, l’unico famigliare che le è rimasto, inizia a vivere in cucina. Dopo aver incontrato un suo vecchio compagno di scuola, Yuichi, decide, dopo la richiesta di quest’ ultimo, di andare a vivere a casa sua e sua madre Eriko.

Moonlight shadow:

In questo racconto si parla di Satsuki, che ha perso il suo fidanzato Hitoshi in un tragico incidente stradale, dopo diversi anni di fidanzamento. Un giorno, mentre fa jogging, incontra, sulle rive del fiume della sua città, Urara, che le racconta che, grazie al fenomeno Tanabata, si possono rivedere le persone care perdute, una volta ogni cento anni.

In questo romanzo l’autrice tratta diversi temi, come la perdita di una persona cara, la solitudine e la transessualità.

E’ il primo libro che ho letto della Yoshimoto e devo dire che mi è piaciuto molto e sicuramente leggerò altre sue opere. La scrittura e lo stile della Yoshimoto mi hanno molto colpito, il libro è molto scorrevole e si legge in breve tempo.

 

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